martedì, 13 maggio 2008

Categoria: week end, stralci di vita quotidiana, vita in ufficio


Come si dice: bentornata!
 
Domenica, come dicevo già in precedenza, sono stata gentilmente prelevata da Davide e Paola insieme a Chiarina e insieme siamo andati a trovare J0rd1 e la Micia nella loro splendida casa in Franciacorta.
Ero un peletto stravolta vista la levataccia, ma mi faceva piacere incontrare loro e respirare un po' di aria di campagna. Infatti, a parte l'accoglienza calorosa (nonché calorica) dei padroni di casa, anche lo scenario circostante è stato godibile e rilassante. Dopo un pasto squisito irrorato da abbondante vino ci siamo avventurati a passeggiare tra i vigneti  tutti insieme (canino compreso). Mentre io e Davide ci facevamo la guerra a suon di foto (sia chiaro, era lui che copiava me e non il contrario), j0 impazziva dietro Lilo che si trastullava tra la i fiori, la terra e carogne di animali morti. La Micia, poverina, ha dovuto ricorrere ad un bagno profumoso per rendere avvicinabile la piccola belva che dopo sembrava uscita da una copertina anni '80, il pelo vaporoso e lucido peggio di Madonna in Like a Virgin. Stremati e satolli siamo rientrati a Milano, dove ho recuperato la Freesiamobile per far ritorno alla mia casetta disordinata.
Lunedì il rientro al lavoro è stato traumatico. Un po' perché uno si abitua anche solo dopo pochi giorni di libertà, un po' perché ci è stata consegnata la nuova divisa. E non è bello fare i conti con i chili di troppo e con ingombranti quanto inguardabili fiocchi al collo di camicie da educande che a metterle a luglio faremo di questo ufficio una sauna.
Metteteci pure che il famoso viaggio a NY che speravo di fare io se lo fa la Rompi (che per altro parlerà a gesti visto che le mail in inglese gliele scrivo io o Americanina) al posto mio: ditemi, che rientro può essere?


Affidato al mare da

alle 17:11

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lunedì, 12 maggio 2008

Categoria: viaggi, in my secret life, stralci di vita quotidiana


From Cork to Italy
 
 
Dov'è che ero rimasta? In Irlanda credo. Che tristezza tornare, arrivare in ufficio e trovare un "esercizio" da fare che la Rompi mi ha debitamente lasciato sulla tastiera... Come tornare alle elementari.
Venerdì sono rimasta a poltrire mentre mio fratello era a lavorare, l'ho aspettato fino a pranzo e poi siamo usciti insieme, lui diretto in ufficio ed io a zonzo. Il centro di Cork non è grandissimo, nonostante ciò mi sono divertita a curiosare in giro per le viette ed i negozi. Ce ne sono tantissimi che vendono cose vintage a prezzi stracciatissimi (a partire da 1,50 euro per capirci), il ricavato va tutto in beneficenza. Mi ha trattenuta solo il fatto di essere lì col solo bagaglio a mano, altrimenti avrei comprato anche la commessa.
Quando mio fratello mi ha chiamata, a lavoro finito, erano le 16.30 ed io stavo curiosando tra i bigliettini d'auguri e le targhette da appendere in casa. Abbiamo deciso di ricambiare la cena che Rob ci aveva preparato e siamo passati a comprare l'occorrente per una parmigiana e un rustico leccese. Visto che fino a sera inoltrata non si sarebbe visto nessuno in casa abbiamo deciso di fare una puntatina al mare,  Cobh, per la precisione. È una cittadina a pochi chilometri da Cork, è proprio piccola ma vanta una certa importanza storica essendo il posto da cui salparono il Titanic e il Lusitania per i loro sfortunati viaggi (una grattatina appena giunti lì direi che non è inopportuna). Non ci è voluto poi molto per visitarla tutta e dirigerci nuovamente alla stazione. L'attesa del treno è stata più lunga della visita. Fortunatamente un ragazzo ci ha avvisati: There is a bus! There is a bus! Altrimenti saremmo rimasti lì a far compagnia ai corvi svolazzanti.
Al rientro la casa era ancora deserta e ci siamo messi allegramente ai fornelli, spizzicando ed assaggiando. Mentre eravamo a spadellare a destra e a manca è rientrato Rob, che ci ha annunciato che stava raggiungendo Eithne (si legge Edna, fidanzata di Rob, nonché seconda coinquilina) ad una festa e quindi niente cena... Abbiamo comunque finito di cucinare e cenato per conto nostro. Dopo avevamo la possibilità di raggiungere Rob e Eithne, oppure di andare al "Crane Lane" dove altri amici ci attendevano. E Crane Lane è stato. Un pub fantastico e frequentatissimo, praticamente la seconda casa di mio fratello dove ho conosciuto Lisa, una ragazza di Dublino simpaticissima, fidanzata con un romano e dove due galiziani hanno attaccato bottone con mio fratello e con me. La cosa bella è che davvero non ci si mette nulla a conoscere gente in quella atmosfera.
Al rientro i due fidanzatini erano sbronzi sul divano a ridere e gustare le cose che avevamo preparato loro. Grati e deliziati ci hanno intrattenuto fino a tarda ora (come d'abitudine), con birre e svariate sigarette: siamo andati a letto tardissimo.
Sabato ancora in giro (dopo il risveglio tardivo, vista la nottata), tra amici che erano a Cork per vedere un'importante partita di rugby alla quale saremmo andati se solo la sera non avessi dovuto partire. Infatti dopo aver visitato un laghetto, un giro nella zona universitaria (l'università non sono riuscita a vederla perché ha chiuso proprio nel momento in cui arrivavamo), una cena luculliana e l'impegnativa preparazione della valigia, sono andata alla stazione dei bus, direzione Limerick. Lisa mi attendeva insieme al fidanzato per ospitarmi lì quella notte, visto che al mattino avrei dovuto prendere l'aereo alle 6.50 da Shannon e da Cork non c'erano collegamenti utili per quell'ora. Il tempo di una birra in un pub sulla strada per arrivare alla casetta ospitante ed ero a nanna. Mattina dopo a sperare con tutto il cuore che la valigia non sforasse i 10 kg consentiti e... mi sono sentita chiamare... La donnina di guardia ha frugato nella mia borsa rossa e ha sequestrato parte del mio occorrente per la manicure (a Milano era passato). Pensa che minaccia, potevo spaventare con la limetta il pilota per poi tagliargli le unghie dei piedi e togliergli le cuticole... 
E dopo questi giorni divertentissimi ritrovarmi sull'aereo con il nodo alla gola... Mentre Paola e Davide mi attendevano a Orio per andare in Franciacorta... ma questo è un altro racconto!


Affidato al mare da

alle 13:03

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venerdì, 09 maggio 2008

Categoria: in my secret life


Dall'Irlanda

Sagittario (22 novembre - 21 dicembre)

Si dice che il Sagittario è il grande viaggiatore dello zodiaco: nessun segno vaga così lontano come il tuo. Ma allora come spieghi William Blake ed Emily Dickinson, due dei più grandi poeti Sagittario della storia? Non lasciarono quasi mai il loro quartiere, accontentandosi di esplorare solo una piccola parte delle meraviglie del pianeta. In realtà Blake e Dickinson coprirono distanze enormi nel loro mondo interiore, cercando avventure nei territori esotici dell'immaginazione. Nelle prossime settimane, questo metodo funzionerà alla perfezione anche per te.

Apriamo così. Ora sono lontana, per l'ennesimo viaggio che faccio da qualche mese in qua. E' come se ne avessi la necessità, continuare ad esplorare per trovare un posto dove finalmente sentirsi a casa. O forse non trovarlo mai e sentirsi bene solo quando si è in giro, chissà.
Sono qui a scrivere dalla bella Irlanda, attendendo mio fratello che tra poco torna per la pausa pranzo. Dopo farò un giro e magari più tardi si va al mare.
Il primo giorno sono riuscita a vedere un po' dell'entroterra, con i prati verdi e le mucche visto che ho fatto Shannon/Cork in bus. Sono arrivata qui in città nel pomeriggio e dopo una birra insieme ad un'amica argentina di mio fratello in partenza per Barcellona siamo andati a casa di colleghi a mangiare la pizza. Un crogiuolo di provenienze, tutte le regioni di Italia, nonché un francese (che parla italiano), una lettone (che parla italiano), una rumena (che ovviamente parla italiano, nonostante abbia parlato ben poco). La serata è scivolata via con tante risate, ma anche con i discorsi intrisi di amarezza di chi per guadagnare qualcosa è dovuto andare all'estero. Perché diciamocelo, fa molto "figo" dire di lavorare in Irlanda, ma dubito che sia una condizione del tutto favorita ed invidiabile. Magari si preferirebbe avere queste cose anche a casa propria e farlo per scelta e non per obbligo.
Al ritorno a casa ho conosciuto Rob, il coinquilino di mio fratello, un omone morbido e rotondo che ha 24 anni anche se ne dimostra qualcuno in più. Siamo rimasti a parlare di cibo italiano ed irlandese e di possibili vacanze in Salento fino alle 3.30. Che poi per me erano le 4.30. Ero sveglia e cotta da quasi 24 ore.
Ieri siamo stati a girovagare un poco per Cork, con la pioggia che non dava tregua. Qui sembra di essere in una città universitaria e tra italiani ci si conosce tutti. E prima di cena passare dal pub è quasi un obbligo. Altri amici, altra birra, fino a tornare a casa dove Rob ha promesso di prepararci la Sheppard's Pie, la torta del pastore. Ci siamo seduti a mangiare che era mezzanotte (l'una in Italia), ma l'attesa era veramente meritata, da leccarsi i baffi. Per digerire la cena io e mio fratello siamo andati ad ascoltare un po' di musica dal vivo in uno dei più bei pub. Musica strepitosa, personaggi in giro molto svitati, ma tutto tutto assolutamente da vivere.
(continua)


Affidato al mare da

alle 14:13

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martedì, 06 maggio 2008

Categoria: riflessioni, in my secret life


Ready, steady, go!

 
Domani a quest'ora (10.45 mentre sto scrivendo) sarò in partenza per terra irlandese. Cinque giorni allo sfascio credo. Non penso avrò molto modo di spostarmi da Cork, ma poco importa in realtà.
Ieri notte non riuscivo ad addormentarmi e rimuginavo. Pensavo al fatto che tra poco saranno 3 anni qui. 3 anni nei quali ho conosciuto (realmente e non) tante persone. Alcune di queste le ho perse e mi dispiace, ma di molti ho ancora il link qui accanto, quasi fosse una speranza. Di altri ho perso le tracce, non fosse altro che per il fatto che erano commentatori anonimi che solo ogni tanto si palesavano. Conservo il ricordo.
Ci sono persone che giorno dopo giorno sono diventate presenze importanti nella mia vita. Chi da poco e chi da tanto, ma comunque importanti. È davvero incredibile quanti momenti ho vissuto e non avrei vissuto senza questo luogo, quanti viaggi e scoperte. Scoperte di musica, letture, notizie oltre che di gente e luoghi.
Tutto questo, legato anche al libro che sto leggendo ("Non buttiamoci giù" di Hornby) mi ha fatto sorgere dentro un pensiero. Mi ha fatto pensare che ho voglia di vedere adesso come va. Nel senso, avete presente quando state leggendo un libro o vedendo un film e vi chiedete "e ora cosa faranno"? Ecco, così. Solo che è la mia vita. E sono curiosa di vedere come va avanti, come fosse qualcosa di staccato da me e dalla mia volontà. Lo so, è un discorso strano, ma in effetti è così e non è  un discorso negativo, sia chiaro. Tutt'altro, lo considero come un bel modo di guardare a domani. Con un sorrisetto a dire: "Dai, vediamo che cosa fai adesso, vita.".


Affidato al mare da

alle 11:46

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sabato, 03 maggio 2008

Categoria: riflessioni, in my secret life


Ponte in semi-solitaria
 

È strano quanto non sia abituata a trascorrere delle ore in questa casa. Avevo pensato di andare qualche giorno in Salento. Troppo tardi, gli aerei troppo cari, i treni troppo pieni. Visto l’umore forse è meglio così. Ho approfittato per dipingere lo scaffale da cucina di rosso. Mi sono accorta di quanto mi stesse piacendo e rilassando. Ho pensato che un lavoro dovrebbe dare le stesse sensazioni. Forse dovrei darmi alla falegnameria, chissà. Ho notato la vita dei giorni normali tra questi spazi verdi. Tutti i piccoli rumori, la signora accanto che imbocca il nipote neonato con la fruttina, il sorriso del mio dirimpettaio di colore che mi saluta incuriosito, lo sguardo torvo del simil-amministratore (secondo me gli sto un po’ sulle balle).
Altri due giorni di relax, li dedicherò a finire lo scaffale e a curarmi un po’. Oggi estetista, domani parrucchiere. Anche questo fa bene. Sarei potuta essere in Salento, o a Trevi, o anche a Roma. Ma alla fine va bene anche così. Nella cuccia a riflettere, anche annoiandosi un po’.

...work in progress...




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alle 00:08

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mercoledì, 30 aprile 2008

Categoria: riflessioni, in my secret life


Pausa al parco
 
Finisco al capoverso perché è ora di andare. Tornare in ufficio dove tutto è un po' silente. Guardo i pantaloni larghi agitarsi sui passi delle mie sneakers. C'è una falsa pace tra l'ombra e il sole, vado a cercarmi quegli spicchi di luce lasciati dagli alberi. Più in là una donna s'è abbandonata al sonno sulla panchina, mentre un gruppo di piccioni razzola sul breccino. Ci passo in mezzo e non si fanno spaventare, continuano a beccare qualcosa che solo loro sanno. Mi viene spontaneo alzare lo sguardo, tra le foglie verdi alcuni fiori che fotograferei volentieri, ma non ho voglia. Non ho voglia quasi di nulla veramente. Mentre vengo sorpassata da un gruppo di podisti dell'ora di pranzo, li seguo per un po' per poi perdermi sull'immagine di due donne molto milanostyle, impegnate in una conversazione da sigarette in mano, sguardi finti e tacchi a spillo. Lascio che mi rapisca la musica dall'I-Pod, parla di aria, parla di primavera e mi dice di respirare. E io respiro e vorrei respirare ancora di più. Appena fuori dal parco un martello pneumatico sovrasta le note e l'incantesimo è già franato giù dal marciapiede, tra le carte appallottolate, le cicche e i volantini di protesta. In mezzo ai graffiti politici, alle macchie d'olio, ai mozziconi. Lì c'è anche la mia anima appesa. Appesa ad un millimetro dal suolo.


Affidato al mare da

alle 15:41

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