giovedì, 25 giugno 2009

Categoria: pensieri e parole, in my secret life


Com'è Freesia oggi?


Le soglie lavate da portinai zelanti.
Le brioches calde col miele.
Il pingue incedere di alcuni passanti.
Mi scivola dentro la mattina, quando ritrovo il mondo lasciato solo qualche ora prima, in una stanza con una luce senza vita da troppo tempo ormai. Ma io in quella stanza ci vivo veramente poco.Conosco solo le forme del letto e un pulsante che spegne l'abat-jour.
Mi quieto più nella strada che nel silenzio di casa. Tra le fragorose risate di amici ai quali non so più rinunciare.
Trovo il mio spazio in quello altrui e conservo il mio nido noscosto a tutti gli occhi. Troppo entropico e troppo mio per essere mostrato. Da tanto tempo non c'è nessuno con cui condividere un disordine che non sia quello interiore. Ed anche quello il più delle volte passa inosservato, dietro un sorriso.
Sono diversa perché da molto in qua ho deciso che l'unica alternativa è sorridere, sempre, totalmente. E vivere, vivere, vivere, fino a sentirsi stanca da tutta questa vita che mi invade come acqua in una barca.


Affidato al mare da

alle 15:59

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lunedì, 15 giugno 2009

Categoria:


D'amore e Luce


Mi sveglio al mattino presto. fuori è l'alba e il sole filtra tra le tapparelle, regalandomi una luce calda. mi rapisce quel riflesso di gocce luminose, non riesco a far a meno di prendere la macchina e fermare su di me quel momento. niente di premeditato, tutto affidato all'istinto.

Ho fatto l'amore con la luce.


seven o'clock

seven o'clock

seven o' clock

seven o'clock


Affidato al mare da

alle 23:52

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martedì, 19 maggio 2009

Categoria: viaggi, riflessioni, in my secret life


Madrid

 

 

Strani certi viaggi che ti portano a parlare in inglese con degli italiani, in italiano con un irlandese e nessuna lingua con due francesi, malgrado il corso che hai intrapreso da un po’.

Strani almeno quanto l’incapacità di portare allegria intorno a te e far sì che nessuna lacrima venga a fare capolino nella penombra di una stanza d’ostello.

La città ha lasciato un po’ di delusione, forse per le troppe aspettative, forse per la voglia che avevi di scacciare dei demoni che assillano te e non solo.

O forse, a lasciarti indecisa su un’opinione, è la quantità di lavori che riempie Madrid e ti fa sentire davanti ad uno specchio: sempre troppo subbuglio per cercare di capire qual è l’identità che stai cercando e in che direzione lavorare perché tutto funzioni un po’ meglio.

Una parentesi ci voleva, in ogni caso, e continuare a interrogarsi serve a poco. Vorrei riuscire a reagire e far apparire una nuova splendente me da tutti questi tumulti e un giorno tornare in Plaza del Sol e capire che è bella.



Affidato al mare da

alle 01:47

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lunedì, 20 aprile 2009

Categoria: comunicazioni di servizio


Heilà, ho bisogno di voi!
 
Con dei miei amici stiamo cercando di organizzare un reading. Il tema dovrebbe essere la stazione centrale di Milano, testi dalla letteratura meneghina e non che abbiano come argomento quel luogo di incontri e partenze. O per lo meno che trattino il viaggio.
Il dubbio è: se si prendono in considerazione dei testi da autori celebri, bisogna ricorrere alla SIAE?
E in secondo luogo: che testi mi suggerireste?
I tempi son ristretti visto che dovremmo farlo durante i giorni del Salone del mobile, quindi, sotto! Ditemi cosa vi viene in mente e cosa sapete!


Affidato al mare da

alle 13:10

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martedì, 14 aprile 2009

Categoria: amenità


io non leggo e non scrivo da tanto, ma qualcuno passa?



Affidato al mare da

alle 14:52

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venerdì, 20 marzo 2009

Categoria: pensieri e parole, in my secret life





Non c’è poi molto da raccontare, la vita è la solita, si colora di facce nuove, magari, si sbiadisce di fronte alle solite mancanze.

Mi emoziona scrivere e non riesco a farlo. Mi commuove guardare quelle persone che stanno bene insieme. Provo a migliorarmi, ma per certi versi sono un puzzle dove è difficile far collimare tutti i pezzi.

Qualche volta cammino per le strade di questa città che a tratti sento più mia, eppure così distante. Così impenetrabile.

E mi manca il mare e il suo suono, mi manca un’amica che mi cerchi. Mi manca il calore di una mano sulla guancia, quando serve.

Nello stare male fisicamente capisco quanto abbia voglia di trovare qualcuno accanto che riempia il tempo, nutrendomi di poche e scelte attenzioni.

Invece troppa attenzione, tutta insieme, mi spaventa e spesso mi allontana.

Mi allontano dalle emozioni provandole, delle volte. O forse è il modo per capire che alcune sono così intense da dover essere vissute nel miglior modo possibile, con l’esclusiva del momento giusto; come un buon vino ha il suo tempo, una parola, un gesto, devono essere dettati dalla solennità di quello che si prova.

 

“Abbracciare e di rimando essere abbracciati. Di tanto in tanto: questo è importante.”

“Anche se non l’aveva mai veramente razionalizzata, una delle sue convinzioni più profonde era che una vita priva di effusioni fisiche quasi non valeva la pena di essere vissuta”.

La famiglia Winshaw, Jonathan Coe

 



Affidato al mare da

alle 00:39

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