
Mi sveglio al mattino presto. fuori è l'alba e il sole filtra tra le tapparelle, regalandomi una luce calda. mi rapisce quel riflesso di gocce luminose, non riesco a far a meno di prendere la macchina e fermare su di me quel momento. niente di premeditato, tutto affidato all'istinto.
Ho fatto l'amore con la luce.

Madrid
Strani certi viaggi che ti portano a parlare in inglese con degli italiani, in italiano con un irlandese e nessuna lingua con due francesi, malgrado il corso che hai intrapreso da un po’.
Strani almeno quanto l’incapacità di portare allegria intorno a te e far sì che nessuna lacrima venga a fare capolino nella penombra di una stanza d’ostello.
La città ha lasciato un po’ di delusione, forse per le troppe aspettative, forse per la voglia che avevi di scacciare dei demoni che assillano te e non solo.
O forse, a lasciarti indecisa su un’opinione, è la quantità di lavori che riempie Madrid e ti fa sentire davanti ad uno specchio: sempre troppo subbuglio per cercare di capire qual è l’identità che stai cercando e in che direzione lavorare perché tutto funzioni un po’ meglio.
Una parentesi ci voleva, in ogni caso, e continuare a interrogarsi serve a poco. Vorrei riuscire a reagire e far apparire una nuova splendente me da tutti questi tumulti e un giorno tornare in Plaza del Sol e capire che è bella.


io non leggo e non scrivo da tanto, ma qualcuno passa?


Non c’è poi molto da raccontare, la vita è la solita, si colora di facce nuove, magari, si sbiadisce di fronte alle solite mancanze.
Mi emoziona scrivere e non riesco a farlo. Mi commuove guardare quelle persone che stanno bene insieme. Provo a migliorarmi, ma per certi versi sono un puzzle dove è difficile far collimare tutti i pezzi.
Qualche volta cammino per le strade di questa città che a tratti sento più mia, eppure così distante. Così impenetrabile.
E mi manca il mare e il suo suono, mi manca un’amica che mi cerchi. Mi manca il calore di una mano sulla guancia, quando serve.
Nello stare male fisicamente capisco quanto abbia voglia di trovare qualcuno accanto che riempia il tempo, nutrendomi di poche e scelte attenzioni.
Invece troppa attenzione, tutta insieme, mi spaventa e spesso mi allontana.
Mi allontano dalle emozioni provandole, delle volte. O forse è il modo per capire che alcune sono così intense da dover essere vissute nel miglior modo possibile, con l’esclusiva del momento giusto; come un buon vino ha il suo tempo, una parola, un gesto, devono essere dettati dalla solennità di quello che si prova.
“Abbracciare e di rimando essere abbracciati. Di tanto in tanto: questo è importante.”
“Anche se non l’aveva mai veramente razionalizzata, una delle sue convinzioni più profonde era che una vita priva di effusioni fisiche quasi non valeva la pena di essere vissuta”.
La famiglia Winshaw, Jonathan Coe





